IN USCITA a Settembre

Lorena Fontana voce arrangiamenti
Paolo Birro pianoforte

Un lavoro interamente dedicato alle liriche di FRAN LANDESMAN, una delle autrici più originali del Great American Songbook: poetessa, paroliera e librettista dalla penna arguta e mai scontata. Con i suoi testi, sapiente miscela di provocazione, introspezione e realismo, ha sfidato le convenzioni dipingendo una realtà senza fronzoli e affrontando temi di grande attualità entrati a far parte della storia della musica e della cultura americane.

Ogni repertorio è anche un'idea di mondo. Non esistono scelte innocenti: ogni musicista, nel momento in cui decide che cosa suonare, disegna una personale geografia della memoria, riporta alcune voci al centro dell'ascolto e ne sottrae altre al silenzio. 

L'interpretazione comincia molto prima della prima nota.È questo il significato più profondo del disco di Lorena Fontana e Paolo Birro. 
Dedicare un intero album ai testi di Fran Landesman significa riconoscere il valore di un'autrice che, pur avendo scritto alcune delle pagine più originali della canzone americana del secondo Novecento, è rimasta lontana dalla notorietà riservata ad altri grandi lyricists. Le sue parole, ironiche e malinconiche, raccontano la complessità dell'esperienza umana con una precisione che rifugge tanto il sentimentalismo quanto il cinismo. Sono testi che chiedono di essere interpretati prima ancora che cantati

.Per questo la scelta di Lorena Fontana appare particolarmente significativa. Da molti anni il suo percorso si distingue per una costante tensione verso repertori che richiedono studio, ascolto e responsabilità interpretativa. La sua voce non cerca l'effetto, ma il significato; non esibisce la tecnica, pur solidissima, ma la mette al servizio della parola. Ogni inflessione, ogni pausa, ogni sfumatura dinamica nasce da un'idea precisa di racconto, nella quale musica e testo smettono di occupare piani distinti per diventare un unico gesto espressivo.

In questo equilibrio Paolo Birro svolge un ruolo essenziale. Il suo pianoforte possiede la rara capacità di coniugare personalità e misura: il suono inconfondibile, la ricchezza armonica e la qualità del tocco non cercano mai di imporsi, ma costruiscono insieme alla voce uno spazio di ascolto condiviso. 
È un dialogo nel senso più autentico del termine, dove ogni scelta musicale nasce dall'attenzione all'altro e dalla comune responsabilità nei confronti delle canzoni.Più che una raccolta di interpretazioni, questo disco propone una riflessione sul significato stesso dell'interpretare. Perché il jazz continua a vivere non solo quando inventa nuove musiche, ma anche quando restituisce voce a quelle che il tempo rischia di lasciare in secondo piano. In questo senso, il vero protagonista del disco non è soltanto Fran Landesman, né soltanto l'incontro fra Lorena Fontana e Paolo Birro. È il gesto stesso della scelta. Ed è forse questa, oggi, la forma più autentica dell’interpretazione”. 

 Vincenzo Martorella, 2026

“Ci sono incontri che avvengono per caso e poi ti prendono per mano per condurti in luoghi inesplorati. È quello che è successo a me quando, qualche anno fa, ho ascoltato Scars - Cicatrici. Certo, la melodia del compositore inglese Simon Wallace mi ha subito catturata, ma è stato il testo a farmi fermare davvero. 

Un brano che parla delle cicatrici che la vita ci lascia addosso: non è proprio il tema più frequentato nel repertorio jazzistico, spesso popolato da amori felici, infelici o in cerca di spiegazioni.

Da lì è iniziata una piccola esplorazione che mi ha portata a scoprire un universo di canzoni sorprendenti: Il segreto del silenzio, La ragazza che non riesci a dimenticare, Vivere in sovraccarico, Giochi proibiti (ma riferiti alla guerra) sono solo alcuni dei titoli. Nelle parole di In Her Words convivono ironia e tenerezza, stravaganza e profondità, piccole assurdità quotidiane e grandi domande. Insomma, un mondo molto simile al nostro.

Quando ho pensato di concretizzare questo progetto musicale, ho subito immaginato al mio fianco il pianista Paolo Birro, musicista straordinario, improvvisatore raffinato e compagno di viaggio ideale per attraversare paesaggi sonori così diversi tra loro.

Così, in una scura giornata di Novembre siamo entrati in studio per registrare. Devo confessare che quel giorno non ero esattamente al massimo della forma, ma la gioia di poter finalmente dare vita a questo progetto ha avuto la meglio: l'entusiasmo si è rivelato una medicina sorprendentemente efficace.
Se queste canzoni sono arrivate fino a qui, è anche grazie a chi ha creduto in loro prima ancora che prendessero forma.
Per questo desidero ringraziare il Maderna-Lettimi Jazz Festival 2025 e, in particolare, Michele Francesconi, per il sostegno, l'incoraggiamento e la fiducia accordati a questo progetto. 

Buon Ascolto !
Lorena